Il Kantele


Si tratta di uno strumento che risale all'Alto Medioevo simile al salterio, arrivato in Valpantena e in Lessinia in seguito all'emigrazione della popolazione cimbra dal sud della Francia, avvenuta nella seconda metà del tredicesimo secolo.

In alcuni libri del conte Arrigo Balladoro (grande etnografo e folklorista veronese) vi sono riferimenti a molti strumenti antichi tra cui anche a questo definito "eterico" cioè adatto alla meditazione, formato da corde di budello e da una cassa di risonanza che si differenzia da quella del kantele da noi ricostruito per l'avere cinque corde per fare la melodia anzichè dodici.

È costruito in legno di rovere con rifiniture che rispettano l'originale. Il colore della tavola frontale, l'arancione, deriva dalla conchiglia della Capasanta che rappresenta il simbolo dei pellegrini lungo il cammino di Santiago de Campostela.

L'associazione sta realizzando copia di tutta la famiglia dei kanteli, composta oltre all'attuale elemento ad accordatura "media", anche da quelli ad accordatura "grave;" ed "acuta".

Secondo Fausto Albertini il principio di questo strumento ` la congiunzione, nella simbologia dei Panganoti Cimbri, tra l'acqua e il fuoco, tra la purificazione e il sacrificio (bisogna ricordare che i Panganoti erano figure sciamaniche).



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